Quando c’è la salute c’è tutto ?

L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ha pronunciato durante
la messa dell’Epifania un’omelia che merita di essere ripresa.
Eccola qui di seguito.

  1. Il male oscuro
    Gente del mio tempo, perché non sei in cammino? Perché te
    ne stai seduta nelle tenebre che ricoprono la terra, nella
    nebbia
    fitta che avvolge i popoli? Gente del mio tempo,
    quale male oscuro impigrisce il tuo pensiero, sfianca le energie,

dissuade dal sognare?
Gente del mio tempo quale sospetto ti rende di
diffidente?
Quali ossessioni ti rendono irrequieta? Quali paure bloccano


lo slancio?
Gente del mio tempo, chi ti ha convinta che quando c’è la
salute c’è tutto, se per l’ossessione di custodire la salute ti
privi di tutto?
Chi ti ha persuasa che la generosità sia un
azzardo, che la compassione una debolezza, l’amore sia un
pericolo, la promessa che si impegna per sempre una
imprudenza? Gente del mio tempo perché te ne stai a testa
bassa a compiangere la tua situazione?
E voi sapienti, perché non sapete dire la via, voi esperti di
ogni sapere, perché non siete in cammino? Sembra che il
virus, che stiamo combattendo e che cerchiamo con ogni
mezzo di arginare, abbia seminato non solo malattia e
morte, ma un male più oscuro, una paralisi dello spirito, una
sospensione della vita, una confusione sul suo significato,
uno scoraggiamento ed un senso di impotenza.

  1. Impauriti dal disprezzo?
    Per questo la gente del mio tempo non è in cammino con il
    volonteroso coraggio di giungere alla terra promessa: non
    ha visto la stella. Questa constatazione è un rimprovero per
    me e forse per la nostra Chiesa. Sento rivolto a me il
    rimprovero di Paolo a Tito: «Questo devi insegnare,
    raccomandare e rimproverare con tutta autorità. Nessuno ti
    disprezzi!» (Tt 2,15).

    Il disprezzo che circonda la parola della Chiesa, la noia con
    cui sono sopportate le nostre prediche, l’indifferenza che rende insignificanti

le nostre proposte forse ci hanno
intimidito, ci hanno indotto a ridurre il messaggio a qualche
buona parola consolatoria.
Forse persino ci hanno indotto a dubitare di avere qualche
cosa da dire a questa generazione che preferisce la
disperazione alla speranza, preferisce fare a meno di Dio,
piuttosto che lasciarsi inquietare dall’ invito a conversione.

  1. È apparsa la grazia di Dio.
    Forse sono ancora in tempo a ripetere l’invito del profeta,
    l’annuncio dell’apostolo, l’esperienza dei Magi. Il profeta
    infatti scuote la sua gente scoraggiata: «Alzati, rivestiti di
    luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla


sopra di te … su di te risplende il Signore, la sua gloria
appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce. … alza
gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati,
vengono a te» (cfr Is 60,1ss). L’apostolo annuncia l’evento
che salva: «È apparsa infatti la grazia di Dio, che porta
salvezza a tutti gli uomini … e ci insegna a vivere in questo
mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa
della beata speranza e della manifestazione della gloria del
nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo» (cfr Tt 2,11s).
E i Magi dicono della loro esperienza: «Abbiamo visto
spuntare la sua stella e siamo venuti per adorarlo» (cfr Mt
2,2,). Noi dunque non abbiamo altro da dire che la parola
della speranza, la verità di Gesù
. È un messaggio inquietante
che spaventa il re Erode e turba tutta Gerusalemme.
È un messaggio inquietante e antipatico che attira l’ ostilità
di molti in molte parti della terra e che causa reazioni
violente e persecuzioni. Ma è la parola che non possiamo
tacere.

  1. Venite ad adorare il re dei Giudei, il Cristo
    Prendo quindi coraggio e rivolgo l’invito, che suona
    antipatico e forse mi attira il disprezzo che ha spaventato
    anche Tito, il discepolo di Paolo. Mettiamoci in cammino per
    andare a adorare il re dei Giudei, il Cristo, il nostro Dio e
    salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per
    riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro
    che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone. (Tt
    2,13s).
    Riconosciamo che abbiamo bisogno non solo della salute,
    ma della salvezza! E Gesù è il Salvatore. Cerchiamo un

    significato alla vita, all’ impegno, alla morte! E Gesù è la via, la
    verità, la vita che ci rivela che la vita è vocazione a rinnegare

    l’empietà, ad attendere la beata speranza.
    Cerchiamo un criterio per distinguere il bene dal male! E
    l’opera di Gesù è per riscattarci da ogni iniquità e formarci
    come un popolo puro che gli appartenga. Cerchiamo una
    ragione, che non sia solo reazione emotiva, per l’impegno, la
    solidarietà, l’opera per la pace. E Gesù ci rende pronti per
    ogni opera buona.
    Venite ad adorare il nostro Salvatore: non


è una idea, non è una dottrina, è presente, vivo, ci parla, ci
chiama.

Forse oggi la mia gente trova antipatico imitare i Magi che
provarono una grandissima gioia, entrati nella casa, videro il
bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo
adorarono.
Ma io, e tutti i cristiani, vogliamo proprio fare così. Forse
potremo essere come una stella che offre

grandissima gioia
alla gente del nostro tempo che sa alzare lo sguardo.

tratto da

11/1/2021 Chi vi ha convinti che quando c’è la salute c’è tutto? | Tempi

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