L’ultimo giovedi di gennaio nelle zone della Brianza e un po’ di tutto il nord-ovest si celebrava la ricorrenza della Giubiana.
Ci sono storie e racconti diversi su questo personaggio ma la simbologia era comune: bruciando il fantoccio della Giubiana, su un falò in genere fatto di malgasc (fusti secchi di mais, rimasti nei campi dopo la raccolta delle pannocchie) si propiziava la fine dell’inverno e l’arrivo di una prossima buona stagione.
Una delle più famose di queste storie è quella della vecchia che con le sue lunghe gambe avvolte in calze rosse nelle notti d’inverno cercava bambini da mangiare e che fu beffata da una mamma che preparò un pentolone di risotto con la lüganiga messo sul davanzale della finestra: la strega si fermò a mangiarlo, non si accorse dell’arrivo dell’alba e fu uccisa dal sorgere del sole.
Ma quella che si raccontava dalle nostre parti era quella di uno scherzo organizzato dalle donne e che poi gli uomini rivolsero a proprio vantaggio (magari non si raccontava esattamente così: un po’ la ricordo, un po’ l’ho adattata).
Al tempo dei nostri nonni gli uomini rimanevano in stalla fino a tarda sera e poi andavano a letto; una volta le donne si misero d’accordo per passare una serata tra di loro.. “Domani sera facciamo una bella merenda quando dormono gli uomini? – E cosa facciamo? – Ul risott cun la lüganiga.”
Uno degli uomini era rimasto nella cascina sopra la stalla e, dopo aver sentito cosa avevano intenzione di fare le donne, corse a dirlo agli altri: “Sapete che le donne vogliono fare una merenda quando noi siamo a letto questa sera? “. La sera stessa, dopo aver preparato da mangiare, le donne lasciarono andare a letto gli uomini, andarono in stalla e portarono il risotto: “Oh che bello, finalmente riusciamo a mangiare in pace!”. Ma gli uomini non erano andati a dormire: erano nella cascina a imbottire di paglia una lunga calza rossa.
Tra la cascina e la stalla c’era una botola per buttare giù il fieno; gli uomini l’aprirono e, calarono la calza che avevano preparato, urlando: “Sun la Giubiana da la gamba russa, salti foe di foss, di donn e di bagai a mangi anca i oss!” Tutte le donne fuggirono impaurite e gli uomini scesero per mangiare tutto al loro posto!
Da allora nel giorno della Giubiana si usa mangiare ul risott cun la lüganiga, che però deve essere preparato dagli uomini.
Questo risotto, nei miei ricordi si differenziava dal classico risotto allo zafferano per due piccoli particolari: nella tostatura veniva aggiunto un tocco di salsa o concentrato di pomodoro e si sfumava con un dito di vino rosso.
Elio
