Questa mattina (19 febbraio), presso la sede di Circonvallazione Aurelia 50, si è riunita la
Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana. Pubblichiamo di seguito la Nota sul fine vita
approvata durante i lavori.
Esprimiamo preoccupazione per recenti iniziative regionali sul tema del fine vita. Da
ultimo, l’approvazione nei giorni scorsi della legge sul suicidio medicalmente assistito da
parte del Consiglio Regionale della Toscana. Ricordiamo che “primo compito della
comunità civile e del sistema sanitario è assistere e curare, non anticipare la morte”
(Conferenza Episcopale del Triveneto, 2023). Anche perché “procurare la morte, in forma
diretta o tramite il suicidio medicalmente assistito, contrasta radicalmente con il valore
della persona, con le finalità dello Stato e con la stessa professione medica” (Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, 2024).
Invitiamo a non fare “di questo tema una questione di ‘schieramento’, ma un’occasione per una riflessione profonda sulle basi della propria concezione del progresso e della dignità della persona umana” (ConferenzaEpiscopale della Toscana, 2025), avviando “un ampio confronto parlamentare che
rappresenti il Paese e le reali necessità dei suoi cittadini, scevro da logiche di parte e
possibili strumentalizzazioni” (Conferenza Episcopale della Puglia, 2022). Auspichiamo,
pertanto, che nell’attuale assetto giuridico-normativo si giunga, a livello nazionale, a
interventi che tutelino nel miglior modo possibile la vita, favoriscano l’accompagnamento e la cura nella malattia, sostengano le famiglie nelle situazioni di sofferenza. Ribadiamo,
peraltro, che la legge sulle cure palliative non ha trovato ancora completa attuazione:
queste devono essere garantite a tutti, in modo efficace e uniforme in ogni Regione, perché rappresentano un modo concreto per alle alleviare la sofferenza e per assicurare dignità no allafine, oltre che un’espressione alta di amore per il prossimo. Sulla vita non ci possono essere polarizzazioni o giochi al ribasso. La dignità non finisce con la malattia o quando viene meno l’efficienza. Non si tratta di accanimento, ma di non smarrire l’umanità.
La Presidenza
della Conferenza Episcopale Italiana
19 Febbraio 2025
