Il “tu” del festival e la risposta che forse già c’è ( Ah,ascoltare…)

Caro Direttore,

Una domanda attraversa il cuore di ogni uomo e non permette che stia tranquillo: io chi sono ? Può succedere che resti sottotraccia per anni, o che la si ritenga inutile o senza risposta, ma nessuno la può eliminare. Leggendo i testi delle canzoni del festival di Sanremo sono rimasto colpito dal fatto che in quasi tutte ( fatta eccezione solo per quattro) ci si rivolga a un “tu” e con struggimento. Sguardi, mani, parole, cuore, gesti…. davanti a un altro. E’ proprio vero che possiamo dire “io” solo se diciamo “tu”. Scopriamo chi siamo solo davanti a una presenza capace di conquistare la nostra vita. L’alternativa è “semplicemente” la disperazione, oppure accettare che siano altri a dirci chi siamo (per esempio il potere di turno) . Non vorrei che tra le polemiche, le sceneggiate, le parole inutili di questa settimana scappasse via questo “tu” così desiderato tanto da far cantare < in ogni gesto ti cercherò, nel silenzio ascolterò> (Irama). La domanda resta il cuore vibra, la realtà chiama. E se Uno ci stesse già rispondendo?

Don Simone Riva – Monza- tratto da Avvenire-

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