Domanda Salvatore :< Integrazione? Si parla di persone che lavoravano da tempo in Italia. Integrati. Che se ne strafottono delle leggi italiane. Valgono di più le loro usanze. E a quelle loro si rifanno . Prova tu cattolico a chiedere in moglie una loro Donna. Devi cambiare religione. E circonciderti. Questo è quanto. Altrimenti la Donna non può sposare l’uomo che ama. Ma di quale integrazione si parla?>
Roberto Cereda: Caro Salvatore, l’integrazione è un processo possibile e, oso dire, necessario solo se c’è buona volontà.
In Italia esiste una Legge come in ogni altro Paese civile che prevede il divieto di omicidio. Non dobbiamo pensare in modo univoco: c’è gente di ogni tipo che calpesta la Legge ( in termini di tasse evase…per esempio ).
Le loro usanze, se civili, se non contrastano la Legge, possono essere accettate. Proprio questo ci rende civili.
Ovviamente ci sono differenze: pensa al matrimonio ( monogamico da noi, poligamico per l’Islam ).
I matrimoni misti anche da noi richiedono una DISPENSA. Se un cattolico sposa un soggetto di fede non cristiana deve ottenere una DISPENSA per cultus disparitas ( quindi anche per noi non è così facile, anche se non impossibile ). Ci sono matrimoni misti molto belli, ma non dobbiamo nascondere le difficoltà insite in questi matrimoni proprio perché possono condurre ad indifferenza religiosa ( per evitare problemi ).
Ci sono già matrimoni misti: l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, ucciso in Congo, si era felicemente sposata con una donna marocchina di fede islamica e dalla loro unione sono nati tre bellissimi bambini. Non è stato costretto a circoncidersi da nessuno, anzi ha mantenuto la sua fede cristiana.
Se però uno volesse circondersi o se una donna volesse portare il velo o il burqa in piena libertà ( senza esserne costretta ) non si capisce perché dobbiamo impediglierlo.
Questa è l’integrazione di cui si parla.
Roberto Cereda
