24 Marzo 2022
La consacrazione della Russia, momento universale di speranza
Il 25 marzo 2022, festa dell’Annunciazione, si compie un grande avvenimento della vita cristiana. È importante prenderne coscienza in tutto il suo immenso significato. Uno storico russo ortodosso dichiara la sua speranza su Fátima.
Non sono poche le persone in Russia, in Occidente, in Ucraina, che, come amano dire loro stesse, non hanno una sensibilità religiosa. Questo post non è per loro. Ma per chi crede in Gesù Cristo venuto nella carne, e nella sua Buona novella, quello che sta avvenendo ora è molto importante.
Ciò di cui voglio parlare supera tutte le differenze confessionali tra le denominazioni cristiane e simboleggia l’intimo legame esistente tra l’uomo e Dio. Pone gli odierni tragici avvenimenti, l’incubo che aleggia sull’Europa in un contesto ben preciso, mistico-storico se vogliamo, gli conferisce una profondità metafisica.
Lungi da me voler imporre ad altri la mia visione di quanto sta avvenendo, voglio semplicemente comunicarla. Senza contare che, come storico e persona ormai anziana, da ben 45 anni sono a conoscenza dei fatti di Fátima, e da allora me li sono sempre portati nel cuore e nella mente; ora non ho il diritto di tacere, dal momento che trovano seguito proprio in questi giorni.
Il 15 marzo papa Francesco ha dichiarato che nel giorno della festa dell’Annunciazione, «in comunione con i vescovi di tutta la terra», alle 17 consacrerà la Russia e l’Ucraina al Cuore Immacolato della Vergine Maria. Contemporaneamente un suo rappresentante, il cardinale Konrad Krajewski, celebrerà a suo nome la stessa consacrazione a Fátima.
Il papa ha detto che il popolo cristiano, sconvolto dalle proporzioni assunte dalla bestialità e dalle stragi causate dall’invasione russa in Ucraina, ha voluto che ripetesse questa consacrazione, già celebrata una prima volta da san Giovanni Paolo II il giorno dell’Annunciazione di 38 anni fa, nel 1984.
In questa nuova consacrazione papa Francesco segue la volontà dei cristiani che per molti decenni hanno serbato la memoria di ciò che accadde in Portogallo 105 anni fa e, legando a tale avvenimento le sorti della Russia, hanno pregato perché fosse liberata dal potere del «maligno», cioè di Satana. Il papa ha comunicato la sua decisione al patriarca Kirill durante un colloquio telefonico, e una venerata immagine della Vergine di Fátima è stata inviata da Fátima in Ucraina, e ora si trova a L’vov. Il papa ha invitato tutti i cristiani del mondo a pregare, in questi giorni, perché la consacrazione della Russia e dell’Ucraina possa avvenire venerdì.
Da sin. Lúcia dos Santos, Francesco e Giacinta Marto. (wiki)
Già il 13 luglio 1929 suor Lucia, l’unica dei tre pastorelli di Fátima ancora in vita, aveva chiesto a papa Pio XI di consacrare insieme a tutti i vescovi la Russia al Cuore della Vergine, secondo il volere della stessa Regina celeste. Il papa, cosa abbastanza naturale, ignorò l’appello di quella giovane, forse un po’ esaltata suora portoghese. In realtà, di lì a pochi giorni in URSS iniziò un processo sistematico di collettivizzazione che, insieme alla successiva carestia e al Grande terrore, sarebbero costati oltre 12 milioni di vite umane.
Nel 1938 Lucia avvisò papa Pio XI che incombeva una nuova terribile guerra, e che per stornare il pericolo bisognava consacrare immediatamente la Russia al Cuore di Maria. A quel tempo Lucia godeva ormai di notevole autorevolezza, nel mondo cattolico erano in molti a conoscerla, e molti credevano alle apparizioni di Fátima. La prospettiva di una nuova guerra terrorizzava tutti… Ma né Pio XI, né Pio XII che gli successe il 2 marzo 1939 si risolsero al passo della consacrazione: questo gesto mistico era troppo in dissonanza con lo spirito razionalista degli anni Trenta.
Alla sensibilità ortodossa l’immagine del «Cuore della Madre di Dio» suona un po’ strana. D’altro canto, ovunque i mistici indicano il cuore come il centro della volontà umana, il luogo dove risiede la libertà di scegliere fra il bene e il male, la verità e la menzogna.
Ricordiamo le parole del Vangelo: «Dal cuore provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. Queste sono le cose che rendono impuro l’uomo» (Mt 15,19-20). Mantenere la mente fissa nel cuore è il metodo di preghiera prediletto dall’ascesi ortodossa.
Il libero consenso della Madre di Dio alle parole dell’arcangelo secondo cui sarebbe diventata la Madre del Verbo incarnato esprime la purezza immacolata del suo cuore, che nell’Annunciazione operò una scelta salvifica per l’intera umanità: «Ecco la serva del Signore, avvenga di me secondo la Tua parola».
Consacrare la Russia al Cuore della Madre di Dio significava nella coscienza dei cattolici la possibilità che la volontà del popolo russo aderisse alla pura e misericordiosa volontà della Vergine, e non alla diabolica volontà di chi combatteva Dio. Ma questa adesione non avvenne allora, né formalmente, né concretamente.
Le apparizioni di Fátima furono riconosciute ufficialmente dal Vaticano nel 1967, quando nel cinquantesimo anniversario di quegli avvenimenti papa Paolo VI si recò in visita a Fátima. E la consacrazione al «Cuore di Maria» fu celebrata da papa Giovanni Paolo II insieme a tutti i vescovi a Roma il 25 marzo 1984, tre anni dopo che, proprio nell’anniversario dell’apparizione, il 13 maggio 1981, il pontefice era miracolosamente scampato alla morte nel corso di un attentato.
Esattamente un anno dopo, nel marzo-aprile 1985, in Russia cominciava la perestrojka.
Tuttavia, all’atto della consacrazione Giovanni Paolo II non pronunciò la parola «Russia». Parlò di «tutti i popoli, particolarmente bisognosi dell’intercessione della Vergine». I consiglieri avevano suggerito al papa di non guastare le relazioni con la potentissima URSS, e il papa si lasciò persuadere.
Il cardinale Cordes ricordava che durante un pranzo con alcuni cardinali a lui più vicini, Giovanni Paolo II confidò che in quell’occasione voleva menzionare in modo particolare la Russia, ma era stato costretto a rinunciare dalle insistenze del suo entourage, timoroso che non si sfidassero troppo duramente i vertici sovietici. E – aggiunse, rivolgendosi ai suoi commensali – continuava a rimpiangere quell’occasione perduta.
Molti ritengono che questa omissione fu provvidenziale. Negli anni Ottanta, infatti, non solo la Russia ma molti paesi cristiani, dalla Germania Est alla Bulgaria, languivano sotto il giogo satanico del comunismo, e tutti se ne liberarono tra il 1988 e il 1991.
Tutti, eccetto le ex-«repubbliche sovietiche» (a parte i Paesi Baltici). Qui Satana si è nuovamente impadronito delle anime degli uomini, con particolare virulenza in Russia, che come la vicina Bielorussia è rimasta sostanzialmente un paese bolscevico… Perfino Memorial – la memoria del doloroso passato – oggi è messo al bando. E ovunque rullano i tamburi della storia falsificata, si ostentano armi e delitti, la forza prevale sulla giustizia. Tutto questo non poteva che finire in una tragedia, in un bagno di sangue.
L’aggressione perpetrata da Putin nei confronti dell’Ucraina, l’incredibile disumanità di questa guerra, come in passato della guerra in Siria, l’impudente violazione di ogni norma del diritto e dell’umanità sono ciò che ha indotto il popolo cristiano a chiedere al Papa di consacrare nuovamente la Russia e l’Ucraina al Cuore della Madre di Dio. Il papa ha ascoltato questa supplica dei cristiani di tutta la terra. E stavolta il nome della Russia e quello dell’Ucraina saranno pronunciati a voce alta e chiara, urbi et orbi.
Il 25 marzo, nella festa dell’Annunciazione del 2022 si compirà un grande avvenimento della vita cristiana. Ed è importante prenderne coscienza in tutto il suo immenso significato per i nostri paesi e per tutta l’umanità. Come nel 1917, come negli anni della perestrojka, dalla nostra scelta dipende il nostro futuro. Gesù e sua Madre ci offrono semplicemente una possibilità. Attuarla o respingerla dipende da noi.
Tratto da La nuova Europa
