Beato !

di Roberto Cereda

Don Mario Ciceri è stato beatificato sabato 30 aprile nel Duomo di Milano.

La Chiesa ambrosiana ha ringraziato solennemente Dio per il dono di questo nuovo Beato, a cui sarà dedicata la Comunità pastorale di Renate-Veduggio.

Il suo giorno liturgico sarà il 14 giugno, giorno della sua ordinazione sacerdotale.

In questo periodo piuttosto oscuro don Mario rappresenta un raggio della Luce del Paradiso per contemplare la grandezza della vocazione sacerdotale.

Mi piace infatti ricordare che la sua vocazione fu precocissima.

Mario sentì la voce del Signore fin dalla prima infanzia, la riconobbe, la seguì per tutta la vita senza tentennamenti e facendo della sua esistenza un dono totale a servizio dei poveri, degli ammalati, dei giovani, dei familiari, dei parrocchiani, in poche parole: si fece servo di tutti.

Alcuni l’hanno paragonato al santo curato d’Ars per l’eroicità con cui si spese nel sacramento della Confessione.

Altri vedono in Don Mario un tipico prete brianzolo, caratterizzato da concretezza, tenacia, gioia, semplicità, profondità, empatia.

Certamente don Mario è un richiamo per tutti a riconoscere la grandezza della vocazione cristiana e sacerdotale.

In un momento storico in cui tanto fango viene gettato sulla Chiesa e particolarmente sui sacerdoti a causa di comportamenti scandalosi di alcuni suoi membri, don Mario Ciceri ci restituisce invece il volto più bello della Chiesa e del sacerdozio, quello di una vita intera spesa per gli altri.

La sua stessa morte, avvenuta in seguito ad un incidente stradale, dopo due mesi di sofferenze, fu immolazione meditata e offerta libera di se stesso a Dio per la fine della seconda guerra mondiale e il ritorno a casa di tutti i soldati della sua parrocchia.

Si narra che don Mario fece un lunghissimo viaggio fino in Calabria per recuperare il corpo di un soldato affinché i parenti potessero riavere la salma e compiangerla.

Oggi assistiamo, a causa della guerra, allo scempio di corpi abbandonati sulle strade, insepolti, sepolti in malo modo o in fosse comuni o occultati, cioè nascosti volontariamente e negati a coloro che li hanno amati e che vorrebbero almeno piangerli su una tomba.

Don Mario vedeva invece nell’uomo l’immagine di Dio e l’Amore che riceveva nella celebrazione dei Misteri lo trasferiva immediatamente manifestando tenerezza e benevolenza verso tutti.

Uomo di intensa preghiera, nacque in una famiglia povera, ma dignitosa e generosissima. Don Mario continuò per tutta la vita ad amare la povertà, la sobrietà: donava tutto quello che aveva, per sé non teneva nulla.

La sorella Giovannina ricordava che beveva l’acqua del rubinetto e i cibi più gustosi venivano donati da lui con gioia al prossimo.

Preghiamo don Mario con fede! Ci aiuterà certamente dal Cielo come fa con tutti quelli che lo invocano con fede.

A lui sono stati attribuiti miracoli, grazie, favori documentati con precisione nel processo di beatificazione.

Nato l’otto settembre 1900, don Mario è nato al Cielo il 4 aprile 1945.

La sua fama di santità è sempre stata viva tra i suoi parrocchiani di Brentana di Sulbiate, tra i parenti e gli amici, tra quanti lo hanno conosciuto.

Ora la Chiesa ha un nuovo Beato a cui guardare. Anche don Mario dal Cielo ci guarda e ci sorride.

La gigantografia del giovane don Mario Ciceri in Duomo in occasione della sua Beatificazione.

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