A differenza delle precedenti unità delle SS e della Gestapo, l’organizzazione totale di Himmler non si affida ai fanatici, né agli assassini nati, né ai sadici; fa invece interamente affidamento sulla normalità dei lavoratori e dei padri di famiglia. Non c’è bisogno di ricordare i tristi casi dei lettoni, lituani o anche degli ebrei che hanno partecipato all’organizzazione omicida di Himmler per dimostrare che non è richiesto alcun particolare carattere nazionale per assolvere questo nuovo tipo di funzione. Non sono tutti assassini nati o traditori per una recondita malvagità. Non è nemmeno certo che si presterebbero a simili mansioni se in gioco ci fossero solo le loro vite e il loro futuro. Tutto ciò che provavano (dopo che, sgravata la coscienza da ogni peso grazie all’organizzazione burocratica dei loro atti, avevano smesso di temere persino Dio) era solo un senso di responsabilità nei confronti della propria famiglia. La trasformazione del padre di famiglia da membro responsabile della società, interessato a tutti gli affari pubblici, in un “borghese” concentrato solo sulla propria esistenza privata ed estraneo a ogni virtù civica, è un fenomeno internazionale tipicamente moderno. Le necessità del nostro tempo – “Bedenkt den Hunger und die grosse Kälte, in diesem Tale, das von Jammer schallt” (Brecht)4 – possono in ogni momento trasformarlo in un uomo-massa e renderlo lo strumento di qualsivoglia follia e orrore. Tutte le volte che la società, attraverso la disoccupazione, frustra il normale funzionamento e la normale stima di sé dell’uomo comune, lo prepara per quell’ultimo stadio in cui assolverà volontariamente qualsiasi funzione, anche quella del boia. Un ebreo rilasciato da Buchenwald riconobbe un giorno tra le SS che gli consegnavano il certificato di rilascio un ex compagno di scuola a cui non rivolse la parola ma solo uno sguardo fisso. Di sua spontanea volontà l’uomo fissato osservò: “devi capirmi, ho alle spalle cinque anni di disoccupazione; possono fare di me ciò che vogliono”. È vero che la comparsa di questo nuovo tipo d’uomo, che è l’esatto opposto del “citoyen” e che, mancando di un termine migliore, abbiamo definito il “borghese”, ha goduto di condizioni particolarmente favorevoli in Germania. È difficile trovare un altro paese occidentale così poco imbevuto delle virtù classiche del civismo. In nessun altro paese la vita privata e i calcoli privati contano così tanto. È un tratto, questo, che i tedeschi hanno mascherato con grande successo nei momenti di emergenza nazionale, ma che non hanno mai modificato. Dietro la facciata delle virtù nazionali, tanto sbandierate e propagandate, come l’“amore per la patria”, il “coraggio tedesco”, la “lealtà tedesca” ecc., si nascondevano i rispettivi veri vizi nazionali. È difficile trovare un altro paese in cui vi sia mediamente così poco patriottismo come la Germania, dove, dietro le dichiarazioni sciovinistiche di lealtà e coraggio, si nasconde in verità una tendenza fatale alla slealtà e al tradimento per motivi opportunistici.
Arendt, Hannah. Antologia (Universale economica. Saggi Vol. 1926) . Feltrinelli Editore. Edizione del Kindle.
