Il fondamentalismo americano come valore da esportare si basa sull’economia divina, il «dispensazionalismo»; gli Stati Uniti devono illudersi e continuare a illudersi di essere l’evento messianico del mondo. E la scelta non sarà tra Dio e Mammona, se a far da padreterno è lo Zio Sam, cioè poco più o poco meno di un Babbo Natale, e a impersonarlo basta una comparsa. Le nazioni democratiche, si sa, trovano stimoli soltanto a osservare se stesse. E la religione civile americana pretende da chi gestirà il potere che si adegui alle norme della messinscena. Amore e ammirazione andranno allora non a chi fa ma a chi fa mostra, all’attore; non l’agente: l’esibizionista. Prodotto artificiale di sondaggi, l’homo democraticus, nell’amore esclusivo che ha di sé, è diventato un self-image buyer, uno specchio allo specchio, paradosso zen del narcisista; il nulla che racchiude tra le due vetrine è lo spazio dove gli inserzionisti adescano la captive audience, qualcosa di più di un pubblico passivo: in vincoli. E non si dà umor vitreo a liberarlo da quest’ottica. C’è solo da augurarsi che in Paradiso gli specchi divengano trasparenti, smettendo di riflettere.
O’Connor, Flannery. Un ragionevole uso dell’irragionevole: Saggi sulla scrittura e lettere sulla creatività (p.149). minimum fax. Edizione del Kindle.
