
<< Se la conoscenza è un’ energia umana che impatta con un oggetto, una cosa presente, allora bisogna dire che la realtà emerge in quel fenomeno che si chiama esperienza. Diciamo tutti “ ho fatto una bella esperienza “, ma quando si può veramente parlare di esperienza? Solo quando, facendo quel che facciamo, ci accorgiamo di crescere. In altri termini, esperienza è qualsiasi modificazioni dell’io nel suo impatto con la realtà: il reale provoca l’io lo problematizza, e l’io, nel rispondere a questa provocazione, si modifica .>>
più avanti :
<<Ecco:esperienza non vuol dire provare qualcosa, ma esige che il provare, che comunque c’è, sia confrontato con il criterio ultimo del reale. Se quel che si prova non è giudicato, non diventa mai esperienza. E giudicare vuol dire paragonare con un criterio ultimo. >>
e ancora:
<<Vorrei fare un grande invito: mettere il cuore in quel che si fa . Questa è la legge che internamente dobbiamo avere, con gli amici, con la moglie o con i colleghi. Mettere il cuore in quel che si fa sarebbe già un altola’ a tutto ciò che vi è di arbitrario nelle proprie abitudini. Poiché il cuore esige un orizzonte che è più grande della voglia o dell’immaginazione dei più. E mettere il cuore in quel che si fa esalta l’io.>>
Enzo Piccinini
Tratto da : Ho fatto tutto per essere felice
di Marco Bardazzi.
