Speranza

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È scrive anche Peguy quando dice che per sperare bisogna aver ricevuto una grande
grazia, e proprio al genio appassionato di Peguy vorrei lasciare adesso la parola leggendo
qualche qualche brano della parte iniziale del mistero dei santi innocenti che a questa
virtù, alla virtù bambina della speranza è tutto dedicato.


Io sono, dice Dio, padrone delle tre virtù.
La fede è una sposa fedele.
La carità è una madre ardente.
Ma la speranza è una bimba piccina.
Io sono, dice Dio, il padrone delle virtù.
La fede è quella che tiene duro, nei secoli dei secoli.
La carità è quella che dà se stessa, nei secoli dei secoli.
Ma la piccola speranza e quella che si leva tutte le mattine.
Io sono, dice Dio, il Signore delle virtù.
La fede è quella che è tesa nei secoli dei secoli.
La carità è quella che se distende nei secoli dei secoli.
Ma la mia piccola speranza è quella che tutte le mattine ci da il buongiorno.
Io sono, dice Dio, il Signore delle virtù.
La fede è un soldato, è un capitano che difende una fortezza una città del Re.
La carità è un medico, una piccola suora dei poveri che cura i malati che cura i feriti, i
poveri del re.
Ma la mia piccola speranza e quella che dice buongiorno al povero e all’orfano.
Io sono, dice Dio, il signore delle virtù.
La fede è una chiesa è una cattedrale radicata nel suolo di Francia.
La carità è un ospedale, un ricovero che raccoglie tutte le miserie del mondo.
Ma senza la speranza tutto questo non sarebbe che un cimitero.
Io sono, dice Dio, il Signore delle virtù.

La fede è quella che veglia nei secoli dei secoli.
La carità è quella che veglia nei secoli dei secoli.
Ma la mia piccola speranza è quella che si corica tutte le sere e si leva tutte le mattine e
passa veramente delle buonissime notti.
Io sono, dice Dio, il Signore di quella virtù li.
La mia piccola speranza è quella che si addormenta tutte le sere nel suo letto di bimba
dopo aver detto bene la sua preghiera e che tutte mattine si risveglia e si leva e dice la
sua preghiera con uno sguardo nuovo.
Io sono, dice Dio, il signore delle 3 virtù.

La fede e un grande albero, è una quercia radicata nel cuore della francia, e sotto le ali di
quest’albero, la carità mia figlia, la carità, ripara tutte le desolazioni del mondo, e la mia
piccola speranza non è altro che quella piccola promessa di gemma che si annuncia
proprio all’inizio di aprile, e quando si vede l’albero, quando guardate la quercia, quella
rude scorsa della quercia, tredici e quattordici volte, diciotto volte centenaria, è che sarà
centenaria e secolare nei secoli dei secoli.
Quella rude scorsa rugosa, e quei rami che sono come una accozzaglia di braccia enormi,
quando vedete tanta forza e tanta rudezza, la piccola gemma tenera non sembra proprio
più nulla, e lei che ha l’aria di essere parassita dell’albero, di mangiare alla tavola del
albero come un vischio come un fungo, eppure è da lei che tutto viene invece, senza una
gemma che viene una volta l’albero non sarebbe.
Ogni vita viene dalla tenerezza, ogni vita viene da quella tenera da quella fine gemma di
aprile.
Il più duro uomo di guerra è stato un tenero bimbo nutrito di latte, e il più rude martire, il
martire più duro sul cavalletto, il martire dalla scorza più rude, dalla pelle più rugosa, il
martire più resistente ai raffi e agli artigli di ferro, è stato un tenero bambino latteo, senza
quella gemma che ha l’aria di non essere nulla che non sembra nulla tutto questo non
sarebbe che del legno morto.
E il legno morto sarà gettato nel fuoco.
La gemma non resiste sotto le dita e con un colpo

d’unghia il primo venuto vi fa saltar via
una gemma che sviluppate si farebbe un ramo più grosso della vostra coscia, perché è più
facile, dice Dio, rovinare che fondare e far morire che far nascere e dare la morte che dare
la vita.
Ora io ve lo dico, dice Dio, senza questo germogliare della fine di aprile, senza quelle
migliaia senza quell’unico piccolo germogliare della speranza che evidentemente chiunque
può spezzare, senza quella tenera gemma cotonosa che il primo venuto può far saltare
con l’unghia tutta la mia creazione non sarebbe che del legno morto e il legno morto sarà
gettato nel fuoco e tutta la mia creazione non sarebbe che un immenso cimitero.

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