Dio è rosso

di Liao Yiwu

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Molti giornalisti e politici occidentali hanno elogiato i successi economici del Pcc. Quella cinese è davvero una storia di successo?

Il rapido sviluppo economico della Cina, prima che il “virus di Wuhan” attaccasse l’intera umanità, ha salvato il “capitalismo mondiale”. Questo è un fatto, non una leggenda. Le democrazie occidentali “fanno a gara” per fare affari con la Cina. Addirittura il governo italiano ha organizzato una grande cerimonia per accogliere Xi Jinping in visita di Stato e ha firmato una serie di amichevoli accordi bilaterali tra Italia e Cina nel 2020. Poi è arrivato il “virus di Wuhan”, che con “incredibile efficienza” ha cambiato tutto. Il governo cinese sta riscrivendo a proprio piacimento la storia del Pcc e accusa di “nichilismo storico” tutti coloro che ne ricordano gli errori.

Perché hanno bisogno di falsificare la storia?

Questo è il segreto di ogni regime dittatoriale per restare al potere in eterno. Tutto era già stato profetizzato in 1984: «Chi controlla il passato, controlla il futuro. Chi controlla il presente, controlla il passato». Ma per controllare il presente non bisogna avere scrupoli: l’unico modo è ricorrere alla menzogna e alla violenza.

Lei non è cristiano né credente: perché ha deciso di scrivere Dio è rosso? Perché il Pcc è spaventato dai cristiani?

Perché tanti cinesi, invece di arrendersi perseverano, preferiscono farsi ammazzare, finire in carcere, andare incontro a sofferenze, pestaggi, insulti? È tutto merito di quel lontano Occidente che più di 160 anni fa, ondata dopo ondata, ha fatto discendere sulla Cina migliaia di angeli: i missionari. Questo finora è il seme più dolce che l’Occidente ha piantato in Cina: la benedizione di Dio. Insieme ai resti dei missionari, questi semi oggi sono sparsi per tutta la Cina e il Partito comunista, con tutta la sua violenza e la sua menzogna, non è riuscito a sradicarli. Ma oggi è una vergogna che l’Occidente sia cambiato al punto da mettere in dubbio l’importanza di piantare i semi della fede e della democrazia nel mio paese. Oggi ci sarebbe bisogno di un non cristiano che scrivesse un libro come Dio è rosso per svolgere la “missione opposta” e informare i moderni occidentali di ciò di cui i cinesi hanno bisogno. Vorrei citare l’introduzione della versione cinese del libro: «Pregate per la Cina. Pregate per chi soffre in Cina. Pregate per la fede di chi soffre in Cina. Pregate per il pastore solitario che seminò la fede. Era americano. Era cinese. Era europeo. Veniva dallo Yunnan, dal Guizhou o dal Sichuan. Nacque sulle coste dell’Australia, ma lasciò la sua terra per vivere sulla riva del fiume Jinsha. Oggi è sepolto sotto i nostri piedi, insieme ai nostri antenati, alla nostra storia e ai nostri miti, e alle nostre sofferenze che ancora non sono finite. Amen».

A breve uscirà il suo nuovo libro, Quando arriva il virus di Wuhan. Perché non usa il termine Covid-19?

Da quando ho cominciato a scrivere il libro a marzo dell’anno scorso, “virus di Wuhan” è diventata inaspettatamente una terminologia molto sensibile. I media occidentali sono molto cauti, gli intellettuali temono di essere accusati di complottismo. Perciò non ho avuto altra scelta che scrivere una nota al lettore, all’inizio del mio libro, per spiegare che «virus di Wuhan non è un termine politico ma una oggettiva descrizione della verità. […] Covid-19 è un termine ambiguo e frutto di un compromesso […] che facilita la falsificazione della storia. Forse dopo anni di propaganda ideologica, la maggior parte dei cinesi saprà soltanto che il Covid-19 è arrivato in Cina dagli Stati Uniti».

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Tratto da TEMPI n.7 luglio 2021

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