Il credere che le nostre colpe possano stancare la misericordia divina rappresenta un autentico peccato contro lo Spirito, come illustrato dal destino di Giuda, il cui torto principale – dice Caterina – non è stato tanto l’aver tradito Gesù quanto l’aver disperato del suo perdono.
Per rimanere uniti a Dio non c’è altro mezzo che la preghiera vocale e mentale in quella che chiama «cella del cognoscimento di sé», vale a dire la dimensione interiore.
Vauchez, André. Caterina da Siena: Una mistica trasgressiva (p.97). Editori Laterza. Edizione del Kindle.
