In morte di Oliviero Toscani
Pubblicato il 14 gennaio 2025 da Robi Ronza
La morte di una persona nota — e Oliviero Toscani lo era — è una notizia. E
può anche essere una notizia di prima pagina come hanno scelto oggi di
fare i tre quotidiani nazionali più diffusi, ossia il Corriere della Sera, la
Repubblica e La Stampa, e anche altri giornali e telegiornali. La
commemorazione però delle capacità obiettive del personaggio defunto
non può escludere o obnubilare il giudizio sul senso della sua opera.
Oliviero Toscani, morto ieri a 82 anni, è stato un grande fotografo, anche se
non il più grande in assoluto come qualcuno dice dimenticando quelli
grandi come lui che, non essendosi diversamente da lui dedicati anche alla
foto pubblicitaria, sono meno noti al grande pubblico.
Senza pregiudizio per il riconoscimento della sua capacità professionale,
non si può tuttavia non dare pure un giudizio sul senso della sua fotografia.
E quindi sottolineare che ha messo tale capacità al servizio di un’idea a mio
avviso terribilmente distruttiva: l’idea cioè che il nichilismo sia il culmine e
il massimo presidio della libertà. Esemplare al riguardo fu United Colors of
Benetton, la sua campagna pubblicitaria per il marchio di abbigliamento
Benetton, con le parafrasi blasfeme di frasi evangeliche e il prete che bacia
la suora.
Insieme a Maurizio Costanzo, Oliviero Toscani ha dato un contributo
decisivo alla diffusione in Italia del nichilismo come cultura popolare,
distruggendo largamente l’idea che bene e male siano realtà incompatibili
ed opposte, e che si debba sempre cercare di essere dalla parte del primo e
contro il secondo. Ci vorrà molto, e costerà di certo molta fatica e dolore
rimediare al danno di questo equivoco. Quindi commemoriamo Toscani, e
per quanto mi e ci riguarda preghiamo anche per la sua anima, ma tenendo
presente come ha usato delle sue straordinarie capacità di fotografo, che
cosa ne ha fatto.
14 gennaio 2024
