Siamo ingenui ?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: Per una migliore comprensibilità del testo suggeriamo di leggere sempre su questo sito: Cena per sospendere il Ramadan a Renate , Sinodalità e la storia prosegue ( ndr)

Vorrei condividere alcune riflessioni riguardo agli ultimi avvenimenti nel paese di Renate,

E’ evidente come l’esasperazione delle posizioni porti solo confusione e in questo senso sono grato alla lettera di don Claudio Borghi che auspica <<più pensiero e meno emotività, più progetti e meno ideologia>>.

Devo però anche mostrare un paio di preoccupazioni: è evidente a tutti come la composizione della popolazione stia ormai radicalmente mutando. La presenza di immigrati e di figli di immigrati di seconda (o terza) generazione, unita alla tragica denatalità italiana sta creando, in Italia e nel nostro piccolo comune, una situazione demografica inedita che richiede (appunto) riflessioni profonde.

E’ ovvio che ogni tentativo di integrazione e ogni spinta al contatto tra la comunità cristiana e quella musulmana sono un punto di partenza positivo, interessante e addirittura imprescindibile.

Sposterei però per un momento l’attenzione su altri due aspetti:

1-Accettare la situazione?

La denatalità italiana, come già detto, è un dato di fatto, la definirei la vera emergenza italiana. Noto con dispiacere che di fronte a tale dato l’idea che emerge in alcuni ambienti sia quella di prenderne atto, di limitarsi a registrare la situazione che si è venuta creando.

Io auspicherei un approccio del tutto diverso: occorre un lavoro nuovo; innanzitutto culturale.

La famiglia è da anni vittima di attacchi frontali che ne hanno minato le solidissime fondamenta creando una mentalità avversa al matrimonio, all’avere figli ed equiparando altre forme di unioni a quelle “tradizionali” ritenute obsolete.

E allora mi verrebbe da proporre: rimettiamo al centro del nostro story telling la famiglia ed i suoi valori, diciamo un no secco ad ogni forma di cultura dello scarto, cerchiamo forme che educhino al valore dell’altro. Insomma, non arrendiamoci ad una situazione spiacevole che, così come con il nostro lasciar correre, abbiamo contribuito a costruire, possiamo (anzi, dobbiamo) essere in grado di mutare radicalmente.

E allora chiediamo, nel piccolo del nostro comune, quali siano le posizioni delle liste candidate rispetto al problema della denatalità: quali agevolazioni si stiano pensando per le famiglie e per i giovani che hanno intenzione di creare rapporti stabili, duraturi e aperti alla vita?

Sappiamo che un piccolo comune non ha risorse sufficienti per cambiare da solo le cose ma mi pare un punto partenza importante.

2-Dialogo con chi?

Il dialogo, per essere serio, necessita di sincerità. Nell’essere fermamente favorevoli ad un dialogo con i musulmani che convivono nel nostro comune, non posso non rilevare evidenti differenze culturali tra le nostre e le loro radici. Ma l’ascolto per essere sincero deve essere da entrambe le parti ed alla ricerca della verità.

Vorrei capire meglio il ruolo che l’associazione che opera sul nostro territorio denominata “la pace”, sta acquisendo. Ammetto di non conoscere tale associazione e nemmeno chi la guida e pertanto mi pongo alcune domande.

Vorrei sapere chi sono i rappresentanti di tale associazione? Ma soprattutto vorrei sapere chi rappresentano all’interno della variegata comunità musulmana? Da chi sono stati nominati rappresentanti e che cosa rappresentano? Quali valori intendono intendono rappresentare? Vorrei conoscere la loro posizione riguardo a nervi scoperti come il rapporto uomo-donna, riguardo all’integrazione dei loro figli, riguardo all’insegnamento della lingua italiana (in particolare alle ragazze, che spesso non la conoscono, con conseguenze negative sull’effettiva capacità di vivere insieme con gli italiani), riguardo alla possibilità di poligamia….per non parlare di argomenti più scomodi come quanto sta accadendo sugli scenari internazionali e sul terrorismo.

Insomma, ritengo che da un lato non possiamo arrenderci al prendere atto di un oggettivo cambiamento e dall’altro che quando si inizia un dialogo lo si faccia con onestà e con tutte le carte sul tavolo

Little Sammy

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