banco alimentare
Perché è nato il banco alimentare?
Il Banco di Solidarietà Alta Brianza si è costituito in Associazione il 18/02/2020. Fino ad ora ha operato come Centro Aiuto alla Vita di Besana in Brianza. Però il CAV ( centro di aiuto alla vita) ha altri compiti, non quello di distribuire cibo. Avendo la necessità di diventare una figura giuridica per poter essere individuato a livello operativo, si è deciso di regolarizzare la situazione.
1. So della raccolta ai supermercati che avveniva tutti gli anni ma adesso in tempo di covid come pensate di fare?
Purtroppo, quest’anno la Colletta avrà un volto molto diverso in cui non ci sarà movimento di cibo, ma occorrerà acquistare alle casse dei supermercati un ticket da 2, da 5 o da 10 euro che poi verrà tramutato in beni alimentari. Proprio ieri è uscito un altro comunicato in cui si specifica che, essendo noi inseriti in zona rossa, non potranno esserci volontari a presidiare neppure gli ingressi dei supermercati. Occorrerà quindi invitare amici e conoscenti ad acquistare i ticket.
2. State pensando di traslocare? Meglio Tregasio oppure ci potrebbero essere problemi?
Si. Ci è stata data una parte di capannone ad uso gratuito a Canonica di Triuggio e nel prossimo dicembre dovremmo fare il trasloco per essere operativi da gennaio. Spostandoci ad alcuni chilometri di distanza dalla precedente sede, può darsi che a qualcuno sarà più scomodo raggiungerci.
3. Assistete molti poveri? Quali sono i loro problemi più urgenti oltre il pacco che consegnate?
Attualmente distribuiamo i generi che ci invia il Banco Alimentare a circa 65 famiglie per un totale di 256 persone. Ci sono alcuni che hanno problemi di mancanza di lavoro, altri con famiglia numerosa, altri ancora con problemi di disabilità.
4. Fare il banco alimentare in cosa vi chiede di cambiare? La carità? Perché lo fate?
Molte volte, anche inconsapevolmente, mi sento a posto perché faccio il “bravo”, qualcosa per gli altri, sono io che opera. Mi è invece chiesto di capire che nulla mi appartiene, ma che tutto mi è dato. Lo facciamo per rispondere all’esigenza di interessarci agli altri, come scrive Giussani nel suo libretto “Il senso della Caritativa”.
5. Sono molti i volontari che girano sul Vs. banco?
Circa una trentina tra coloro che si impegnano a scaricare il camion, a preparare i pacchi, a ritirare e consegnare alle famiglie, a tenere la contabilità delle merci AGEA ( agenzia per l’erogazione in agricoltura).
6. Come vedi le prospettive future?
Ritengo che, per una crescita personale, sia importante ricercare di più l’incontro personale con le famiglie a cui consegniamo.
intervista a Giovanni
