Forma

In parole povere, quando lui descrive una cosa come composta di «forma» e di «materia», intende molto correttamente che la

materia è l’elemento più misterioso, indefinito e privo di connotazioni; mentre ciò che conferisce un’identità a qualsiasi cosa è la forma. La materia non è tanto, per così dire, i corpi solidi, i liquidi o i gas presenti nell’universo, e di questo la maggior parte degli scienziati moderni sta cominciando a dargli atto. Ma l’elemento base è la forma; è la forma che fa sì che un mattone sia un mattone e una statua sia una statua, non già l’informe argilla calpestabile di cui entrambi sono fatti. Il sasso che ha rotto una statuetta in una nicchia gotica avrebbe potuto essere una statuetta e, secondo l’analisi chimica, anche la statuetta è soltanto un sasso. Ma da un punto di vista filosofico, l’analisi chimica non ha alcun valore. La realtà, ciò che rende reali i due oggetti, sta nell’idea della statuetta e nell’idea della cosa che ha rotto la statuetta. Questo non è che un esempio preso semplicemente a caso dal gergo tomista, ma è un campione abbastanza significativo della veracità

del pensiero tomista. Tutti gli artisti sanno che la forma non è superficiale, ma fondamentale, che la forma è il fondamento. Tutti gli scultori sanno che la forma della statua non è il suo aspetto esteriore, ma piuttosto la sua intima natura, anche nel senso dell’intima natura dello scultore. Tutti i poeti sanno che la forma del sonetto non è soltanto la forma della poesia, ma la poesia stessa. Nessun critico contemporaneo che non sa cosa significasse «forma» per il grande scolastico medievale può sentirsi alla pari con lui sul piano intellettuale.

Chesterton, Gilbert Keith. San Tommaso (Italian Edition) . Lindau. Edizione del Kindle.

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