Avrei voluto saper cantare
dar voce ai sentimenti
ma ci vuole orecchio
e il mio è fuori scala
e la voce salta curva e sbanda
e la cosa non è bella.
Avrei voluto essere un pittore
ma la mano è pessima operaia
e non sa capire e al pennello
non sa dire quel che gli occhi vedono
la luce che la mente coglie.
Avrei voluto essere un poeta
e a volte ci provo
metto in fila le parole
e provo a dar loro un po’
di ritmo e di armonia.
Ma modesto è il risultato
e un po’ chiusa un po’ nascosta
rimane l’emozione
che avrei voluto invece
a tutti far sentire.
Avrei voluto cambiare il mondo
e pensavo davvero si potesse,
insieme ad altri che pure lo volevano,
riuscire
e forse qualcuno ci è un po’ riuscito
e qualcuno ci crede ancora
ma il mondo forse è troppo forte
troppo duro
indifferente.
Per questo rubo.
Rubo ai cantanti ascoltando canzoni
e canticchiandole, maldestro,
per le orecchie solo mie
per pensieri solo miei
per ricordi, che ormai
cominciano ad essere un po’ tanti.
Rubo ai pittori
la bellezza che hanno trasformato
fermando un incanto
in un momento che non finisce.
Rubo ai poeti
quelli veri
leggendo poesia
“naufragando in questo mare”
perdendomi sulle loro strade.
Rubo agli amici che ancora credono
aggrappandomi
quando riesco a un po’
della loro speranza
e gentilezza.
ELIO
