Ieri sera su La Sette ho visto un film di Renato Pozzetto e Ornella Muti.
Il tema era, come dice il titolo, quello della ricchezza e della povertà.
Protagonista un ricchissimo imprenditore che però vive con l’angoscia di cadere in miseria.
Lo psicologo, a cui si rivolge per superare i suoi ricorrenti incubi di suicidio, gli consiglia di vivere, per una settimana almeno, da poveruomo per abituarsi proprio all’idea della povertà e così essere pronto eventualmente ad affrontarla, qualora sopraggiungesse.
Egli decide dunque di fingere un viaggio all’estero, mentre invece si fa assumere, sotto mentite spoglie, nella sua stessa ditta in qualità di fattorino.
Per farla breve: dopo pochi giorni viene licenziato dalla sua stessa ditta e così si ritrova a vivere senza un soldo per strada.
È costretto ad elemosinare, a vivere di espedienti e sotterfugi….spinto dalla fame, ruberà in un supermercato venendo immediatamente arrestato.
Grazie all’aiuto di un altro clochard, eviterà però l’arresto e verrà rimesso a piede libero.
Sulla strada vige la legge della giungla: imbrogli, furti, la guerra di tutti contro tutti… egli però riceve inaspettatamente aiuto proprio da un clochard di lungo corso (un uomo da sempre ai margini della società) interpretato da Nanni Svampa e da una giovane donna ( impersonata dalla Muti), di cui si innamorerà.
Scoprirà con amarezza invece che la moglie lo tradisce senza alcun rimorso con il suo principale collaboratore.
Tornato, dopo la settimana vissuta in povertà, ai suoi agi da ricco, provvederà a cacciare letteralmente a calci in culo la moglie fedifraga col suo amante e inizierà una nuova vita con la donna che durante la settimana di povertà aveva conosciuto e che gli aveva dimostrato un amore sincero e del tutto disinteressato.
P.S.: interessante notare come l’imprenditore finito sulla strada indossi a un certo punto un sacco della spazzatura come vestito, allegoria del fatto che gli uomini più poveri vengano considerati rifiuti umani, scarti…senza più alcuna dignità.
Roberto Cereda
