La prima Messa di Don Andrea

Inizia con un Grazie la molto personale prima omelia di don Andrea Budelli per l’accoglienza ricevuta nei due anni passati  nella comunità di Renate < sarà per la pandemia, sarà forse perché le difficoltà ci mettono in rapporto, sarà per la vostra grande predisposizione ad accogliere i nuovi arrivati, sarà per la buona dose di follia presente in me ed in tanti di voi, sarà per il bene che abbiamo condiviso assieme, fatto sta che posso dire senza retorica che qui mi sono sentito a casa, quando quest’autunno ho passato due mesi interi senza rientrare mai  né in seminario né a casa non mi è assolutamente pesato anzi  e questo perché qui non mi sentivo un ospite ma uno parte della comunità uno di voi>

E poi riferendosi alle letture del giorno e della settimana dove si insiste- spiega Don Andrea, riferendosi alle persone, non ai fatti– nel non giudicare gli altri e poi riferendosi al Papa:” chi sono io per giudicare il mio prossimo?” – e ancora sul perdono <…Non scordiamoci mai che Gesù sulla croce ha perdonato i suoi carnefici prima ancora che questi potessero accorgersi del male che avevano compiuto >.

Più avanti esprime un tratto dell’omelia che sembra descrivere meglio forse l’aspetto della persona di don Andrea che più mi ha colpito, sembra che niente lo distolga da quello che è  ma riferendosi a San Paolo < … tutto è lecito ma non tutto giova e allora impariamo da Lui a non farci dominare da nulla di diverso al mondo che dall’amore per Dio e per gli altri e sono certo che diverremo anche noi portatori di quella misericordia e renderemo presente già qui ora su questa terra il regno di Dio.>

La certezza di avere già tutto tanto da poter lasciare tutto perché nulla vada perduto. Don Andrea mi ricorda con semplicità che la risposta totale del mio cuore esiste e la posso incontrare.

Mario

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