Parole

«Che potrei fare per sostenere pene per te?», ti risposi: «Io sono colui che mi diletto di poche parole e di molte opere»; dimostrandoti così che a me non è grato colui, che mi chiama solamente col suono delle parole: “Signore, Signore, io vorrei fare qualcosa per te”28; né colui, che per amor mio desidera e vuole mortificare il corpo con molte penitenze, senza uccidere la propria volontà. Io voglio invece le molte operazioni, sopportate virilmente e con pazienza, e quelle altre virtù intrinseche dell’anima, che ti ho ricordato, le quali tutte sono operative, e producono frutto di grazia. Ogni altra azione, basata su diverso principio, io la reputo come fatta di sole parole, perché tale azione è limitata, mentre Io, che sono infinito, richiedo operazioni infinite, voglio dire, animate da infinito amore. Voglio che le opere di penitenza e di altri esercizi corporali siano prese come mezzo e non come oggetto principale dell’affetto.

Santa Caterina da Siena. Il dialogo della Divina Provvidenza (Italian Edition) (p.47). Edizioni Cantagalli. Edizione del Kindle.

About The Author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *