Q.I.

Se guardo ai miei compagni di scuola, dalle elementari all’università o se considero le persone con cui ho lavorato o che sono state per un periodo miei collaboratori, constato che i meno dotati sono coloro che hanno raggiunto posizioni significative, mentre al contempo i cosiddetti speciali, sono scomparsi, rinchiusi in angoli della società. Una conferma viene dal campo della politica, che poi è quello più direttamente legato al potere: ebbene i meno dotati sono i responsabili di grande coalizioni di partito, e delle sorti del nostro paese. Lo stesso fenomeno si manifesta anche nel mondo degli affari e in quello imprenditoriale in particolare, il che suscita grande interesse e considerazione perché si tratta di un settore che produce denaro, il simbolo principe del potere. Ci sono imprenditori che hanno costruito degli imperi economici. Poiché sono pochi viene da pensare che debbano appartenere alle devianze e dunque distaccarsi grandemente dalla media come persone eccezionali. Ho avuto modo di conoscerli, alcuni direttamente, altri per avere letto le loro storie. Mi sono sempre trovato davanti a individui comuni, che appartenevano alla più vasta media e normalità. Se ne distanziavano per un’idea in sé povera ma che perseguita nel mercato ha generato la grande fortuna.

Andreoli, Vittorino. Le nostre paure (BUR SAGGI) (Italian Edition) (posizioni nel Kindle 1206-1218). BUR. Edizione del Kindle.

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