Per l’uomo d’azione non c’è che l’idealismo
La storia è stata generosa con il signor Chesterton, porgendo all’amante per eccellenza del paradosso un caso storico disarmante. Nel 1910, proprio qualche mese prima della pubblicazione di questo saggio, accadeva nel piccolo paesino di Cradley Heath un fatto che tuttora resta memorabile nella storia del femminismo: per la prima volta un gruppo di donne operaie fece sciopero per dieci settimane. Reclamavano, giustamente, un minimo salariale fisso e dignitoso. Cradley Heath era un importante centro industriale per la produzione di catene e, dunque, mentre la nazione intera volgeva gli occhi commossi e ammirati su queste temerarie poverette, l’occhio di Chesterton colse l’amara ironia dietro la vicenda di chi certamente aveva un gran bisogno d’aiuto, ma l’aiuto che riteneva giusto chiedere era di avere dei diritti legittimi per poter continuare a fare catene. «Questa è la gigantesca eresia moderna: modificare l’anima umana per adattarla alle condizioni, invece di modificare le condizioni per adattarle all’anima umana» (da Insana necessità). Si finisce col confondere la libertà con la garanzia di avere tutti i diritti possibili, per poter continuare a essere degli schiavi. Ma, ovviamente, Chesterton non aveva molto da recriminare alla povere donne di Cradley Heath; forse aveva più da recriminare contro chi in quei mesi sostenne la protesta mandando soldi alle operaie, ma non con l’idea di aiutare delle famiglie gravemente indigenti, bensì con l’idea di difendere la protesta in sé, vale a dire per non far cadere quelle donne nella tentazione di ritornare al lavoro prima di aver vinto la loro battaglia. Si finisce per confondere il mezzo con il fine, si entra nell’ottica di chi cerca dei rimedi, perché ha già deciso che non vale la pena lottare in nome di un desiderio o di un ideale. Il rimedio, di solito, si usa di fronte a una situazione da cui si è già usciti sconfitti. L’ideale, invece, è ciò che fa intraprendere all’uomo audace una battaglia dal principio.
Chesterton, Gilbert Keith. Cosa c’è di sbagliato nel mondo (Italian Edition) . Rubbettino Editore. Edizione del Kindle.
